Morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa aumentano: ma il maitake ci difende

Funghi curativi contro morbo di crohn

Le ragioni dell’impressionante aumento di queste due malattie, che si somigliano molto, il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa rimandano a quattro da cause, che possiamo facilmente intuire e che le ricerche hanno chiaramente confermato.

La Terapia
Come ho scritto anche in altri articoli, il Maitake è un fungo che se aggiungiamo a tavola, sottoforma di qualche compressa ci ripaga tenendoci al riparo. Mi riferisco di certo alla prevenzione da queste due malattie, ma anche dalle coliti, dalle gastroenteriti ed più in generale, alla salute dell’intestino. Tornando invece alle due malattie infiammatorie croniche intestinali, chi invece ne è affetto, per avere un recupero di salute significativo, dovrà aggiungere anche Reishi, Agaricus blazei. Questo schema, che  pur dà i primi benefici in uno o due mesi, in quattro sei mesi dà invece un aiuto veramente evidente, sia per il benessere raggiunto, sia per la normalizzazione degli indici infiammatori negli esami di laboratorio.

I radicali liberi
Sono i radicali liberi, che si formano nell’intestino aa attivare l’infiammazione cronica, che infiamma, lacera e fa sanguinare l’intestino.

Le cause secondo gli scienziati
Le cause secondo gli scienziati sono le sostanze chimiche, gli alimenti ricchi di grassi animali, la carenza di fermenti lattici e lo stress, che riduce l’apporto di sangue e di ossigeno.
Questi fattori variamente combinati causano un aumento di radicali liberi, non neutralizzato perché le nostre difese antiossidanti sono esaurite e insufficienti.

Ed è così, che il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa si stanno propagando facilmente perché trovano il terreno fertile.

L’infiammazione viene attivata in risposta a radicali liberi nell’intestino
In questo caso sono i linfociti T intestinali tipo (γ,δ), che si trovano nell’intestino, c’è n’è circa uno ogni sei cellule intestinali, che possono attivare l’infiammazione, producendo il “fattore di necrosi tumorale” (TNF), in risposta ad altri stimoli.

L’infiammazione è la risposta a stimoli irritanti, come radicali liberi, che si producono continuamente nel nostro corpo, ma che in seguito all’irritazione di certe sostanze aumentano al punto tale da creare il morbo di Crohn.

I radicali liberi nell’intestino sono causati da sostanze chimiche, fermenti lattici carenti
Le principali sono: sostanze chimiche, tossine intestinali, che sono prodotte a causa della carenza di fermenti lattici, riduzione dell’ossigenazione nell’intestino (ipossia).

I radicali liberi nell’intestino sono causati dallo stress che non fa circolare il sangue
Noi sappiamo che la circolazione sanguigna è sufficiente, se i capillari sanguigni non sono intasati o non sono chiusi per compressione. L’intestino è un tubo che nella parete è dotato di muscolo, che è contratto quando siamo sotto stress.

E cosi lo stress come non fa circolare il sangue e riduce il sangue nel cuore o nella pelle o nella muscolatura ecc. La persona spaventata è pallida, si dice anche esangue perché i capillari della pelle sono chiusi senza sangue e la pelle, senza ossigeno produce radicali liberi e diventa brutta e soffre. Si dice che brutta cera, quando la persona è triste, preoccupata perché nel viso pelle sottocute e muscolatura faciale non circola sangue.

Ufficialmente la causa è sconosciuta
Nel m. di Crohn, qual è lo stimolo irritante, che attiva l’infiammazione?
Se chiedessimo ai medici che si occupano del morbo di Crohn, la risposta scientifica più comune parte dall’infiammazione, dal “fattore di necrosi tumorale” (TNF). Anche i maggiori esperti tendono a fermarsi su queste risposte, perché ufficialmente la causa è sconosciuta.

Le causa c’è se uniamo immunologia gastroenterologia e psicosomatica
In realtà da alcuni studi a me sembra che si possa dire, che invece che la causa dell’infiammazione, mettendo insieme, conoscenze che vengono da ricerche scientifiche d’immunologia, gastroenterologia e psicosomatica, si possano rintracciare le causa di valore scientifico.

Anzi credo che le scoperte dei ricercatori abbiano bisogno di essere diffuse, per acquisire in pieno il loro valore ed uscire dalle biblioteche delle Università per entrare nei blog e non solo.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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